

utente anonimo in Una questione di ide...
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Mi dispiace per chi non può capire. Anzi no. Non è vero.
E' perchè i Tool ormai suonano come dei professionisti di prim'ordine. Suoni pulitissimi e non è facile data la complessità delle loro canzoni. Ogni volta migliorano. Leggere varianti nelle canzoni che rendono unico ogni loro concerto. Ma c'è qualcosa di più. Non è solo questo.
Non glie ne frega niente del pubblico. Neanche di me. E fanno bene a fare così.
Ieri all'arena parco nord di Bologna hanno suonato per loro stessi. Come fanno da qualche tempo. Sembrano alla ricerca del concerto perfetto come un surfista dell'onda perfetta.
Si allenano.
Ogni tanto ripenso al fatto che qualche giorno fa aprendo il sito web di repubblica in prima pagina c'era in bella vista "Tool: il gruppo che odia/anti Bush". Credo che siano arrivati davvero all'apice del successo e della popolarità (positiva/negativa? E' la solita vecchia storia). 12 anni fa era sicuramente diverso. Tra l'altro non esisteva neanche internet.
Ve ne siete accorti anche voi che nella pubblicità del programma di Giuliano Ferrara (ahimè) ci hanno messo un pezzo dei Tool? Intermission se non erro.
Per chi ancora non lo sapesse tornano i Tool in concerto.
12 novembre Torino, 13 Firenze, 15 Rimini (Velvet, la mia data), 16 Jesolo
Odio quelli che fumano in un posto al chiuso come il Palamalaguti. Solo noi italiani, totalmente estranei alle leggi.
Odio quelli che continuamente alzano le mani (e quindi non ti fanno vedere) e fanno foto con i loro cellulari o con le macchine fotografiche (quando era stato espressamente chiesto di non fare, che vi piaccia o meno).
Odio quelli che fanno continuamente avanti e indietro come se fossero al bar nei momenti clou della canzone.
Odio quelli a schiena nuda che mi strisciano addosso il loro sudore.
La realtà è che i Tool dovrebbero suonare di fronte a me, mio fratello e un pubblico di altri pochi eletti.
Trovo molto interessante la mia parte intollerante.